Sollevare un veicolo. Cosa sapere!

 

Quando occorre intervenire su un autoveicolo per effettuare il cambio gomme o alcune tipologie di intervento di manutenzione semplice, occorre sollevare il mezzo con appositi sollevatori comunemente detti cric.

Tipologie di sollevatore.

Esistono diverse tipologie di cric, in base al tipo di impiego e al mezzo sul quale si deve intervenire.

Cric a pantografo.

Si parte dal piccolo cric a pantografo che normalmente i costruttori inseriscono negli equipaggiamenti forniti con il veicolo. 

Funzionamento molto semplice basato su una vite senza fine con portate che normalmente vanno da 1,5 a 2 ton e studiato per sollevare l'auto in caso di foratura, non quindi per interventi da officina.

Cric a carrello.

Il cric idraulico a carrello è il modello utilizzato normalmente in officina.

E' costituito da un telaio in acciaio montato su 4 o 6 ruote, da un braccio di sollevamento e da un martinetto idraulico.

Normalmente si parte da una portata di 1,5 ton fino a 5 o 6 ton e oltre.

Normalmente questo tipo di sollevatore è dotato di un pedale di pompaggio per permettere di avvicinare al sottoscocca della vettura il braccio di sollevamento con il suo piattello e di un manico con impugnature per "pompare" manualmente il martinetto e alzare così il veicolo.

Cric a bottiglia.

Altra tipologia di cric sono quelli definiti a "bottiglia", ovvero il martinetto viene montato direttamente su una base fissa e non su ruote.

I più venduti sono normalmente quelli di piccole dimensione con portata da 1,5 ton fino a 3 ton in quanto utilizzato soprattutto per camper e furgoni, ovviamente ne esistono anche di dimensioni e portate maggiori per l'utilizzo su automezzi pesanti e agricoltura.

Sollevatori pneumatici.

Altra tipologia di sollevatori è quella dei sollevatori pneumatici.

In questo caso il martinetto idraulico viene sostituito da uno o più cuscini ad aria e solitamente arrivano a portate da 2 o 3 ton, variando ovviamente l'altezza d sollevamento.

Sollevatori oleopneumatici.

I sollevatori oleopneumatici rappresentano una delle categorie più utilizzate e vendute soprattutto nell'ambito di officine meccaniche o gommista.

Il sollevatore è costituito da un telaio metallico e 2 ruote gommate, anche se a volte ne sono presenti 4, da un pistone idraulico con azionamento pneumatico.

Il pistone può avere uno o più sfili, in questo modo varia l'altezza e la portata sollevabile.

I "pesi" in gioco in questo caso sono elevati, infatti questo genere di sollevatori oleopneumatici hanno portate da 20 a 60 ton e oltre e permettono di svolgere manutenzione su automezzi pesanti come autocarri, autobus e mezzi da cantieristica.

Questi sono i principali tipi di cric venduti ed utilizzati. 

Altre tipologie di sollevatore.

Esistono anche altri tipi particolari come ad esempio le binde per il sollevamento dei muletti ed i cuscini di sollevamento utilizzati soprattutto nelle operazioni di soccorso dove gli spazi di manovra sono talmente irrisori da impedire il passaggio del normale sollevatore pneumatico.

Tutti i sollevatori devono essere dotati di certificazione e quindi di tutti i sistemi di sicurezza previsti dalle normative di settore.

Utilizzo corretto ed accorgimenti.

L'utilizzo del cric, sia a carrello che pneumatico, deve essere sempre fatto rispettando le indicazioni del costruttore e le norme del buon senso.

Non sollevare mai pesi superiori alle portate indicate sul prodotto, operare sempre su superfici solide e pianeggianti.

Non operare in pendenza perchè potrebbe compromettere la stabilità danneggiando sia il sollevatore che l'operatore.

In caso di sollevatori oleopneumatici occorre sempre mettere in sicurezza l'utensile, staccando l'aria e bloccando l'apposita valvola.

Manutenzione e riparazioni.

Una parte importante che molto spesso non viene considerata dagli operatori o alla quale non viene data la giusta importanza è la manutenzione o le riparazioni.

Risulta fondamentale mantenere in perfetto stato di utilizzo i sollevatori sia a carrello che oleopneumatici e soprattutto in caso di riparazione farla effettuare direttamente dal costruttore e non da riparatori improvvisati, in quanto l'azienda produttrice risulta essere l'unico soggetto in grado di fornire il certificato di conformità del prodotto.

 
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